Stipendi e salari

Trattenute in busta paga: AVS, AI, LPP e imposta alla fonte

In Svizzera la busta paga segue una sequenza fissa: salario lordo, deduzioni, salario netto. Il datore di lavoro deve prepararla per ogni dipendente, con retribuzione mensile o oraria.

Dallo stipendio lordo al netto: come leggere le voci di una busta paga

In Svizzera la busta paga segue una sequenza fissa: salario lordo, deduzioni, salario netto. Il datore di lavoro deve prepararla per ogni dipendente, con retribuzione mensile o oraria. Tra le deduzioni ricorrenti figurano i contributi AVS/AI/IPG e quelli LPP: sono trattenute sociali. I contributi AVS/AI/IPG si calcolano sul salario lordo, quelli LPP sul salario coordinato.

La periodicità non è uguale per tutte le voci: AVS/AI/IPG e LPP si deducono a ogni periodo di paga, mentre l'accredito di vecchiaia LPP matura annualmente sul conto individuale.

AVS, AI e IPG: contributi salariali e dichiarazione dei salari

Il datore di lavoro trattiene i contributi salariali AVS/AI/IPG e li versa alla cassa di compensazione con la dichiarazione dei salari. Quest'ultima serve a comunicare periodicamente salari e contributi alla cassa. Il datore versa l'intero importo dovuto e trattiene dal salario solo la quota a carico del lavoratore.

Contributi obbligatori in busta paga: AVS, AI, LPP e imposta alla fonte

  • Aliquota minima conversione LPP — 6,8%

Chi è assicurato alla LPP e da quando

L'assicurazione obbligatoria LPP riguarda chi è già assicurato nel 1° pilastro e guadagna almeno 22'680 franchi all'anno (2025). La soglia corrisponde ai tre quarti della rendita di vecchiaia AVS massima: nel 2026, con una rendita massima di 2'520 franchi al mese (30'240 franchi l'anno), tre quarti fanno 22'680 franchi. L'obbligo inizia con il rapporto di lavoro, ma non prima del 1° gennaio successivo al compimento del 17° anno.

Fino al compimento dei 24 anni i contributi coprono solo decesso e invalidità. Dal 1° gennaio successivo ai 24 anni si risparmia anche per la rendita di vecchiaia: il risparmio individuale parte dal 25° anno, purché il reddito lavorativo annuo superi il minimo richiesto (22'050 franchi fino al 2024; 22'680 franchi dal 2025).

Non sono soggetti alla LPP obbligatoria, tra gli altri, i lavoratori autonomi, chi ha un contratto a tempo determinato di massimo tre mesi, i familiari che lavorano nella propria azienda agricola e chi, secondo l'AI, è invalido almeno al 70%. In alcuni casi queste categorie possono aderire facoltativamente all'assicurazione previdenziale minima.

Perché la trattenuta LPP non si calcola sull'intero stipendio

La LPP non copre l'intero salario AVS. Dalla retribuzione annua soggetta ad AVS si sottrae la deduzione di coordinamento e si ottiene il salario coordinato, detto anche salario LPP assicurato. Su questa base si calcolano gli accrediti di vecchiaia, in percentuale del salario coordinato.

L'importo degli accrediti dipende dall'età e dal sesso dell'assicurato. Gli accrediti annuali si sommano sul conto individuale e formano l'avere di vecchiaia, interessi inclusi; dal 2024 il tasso minimo è dell'1,25% (1% dal 2017 al 2023, 1,25% nel 2016 e 1,75% nel 2015).

Chi paga cosa: datore di lavoro e dipendente nella previdenza professionale

La LPP si basa sul finanziamento collettivo. Il contributo del datore di lavoro deve essere almeno pari alla somma dei contributi di tutti i dipendenti. Gli accrediti di vecchiaia sono finanziati da datore e lavoratore e versati ogni anno sul conto di vecchiaia dell'assicurato.

Il datore versa l'intero importo (la sua parte e quella dei dipendenti) all'istituto di previdenza, trattenendo dal salario solo la quota a carico del lavoratore.

Dalla trattenuta mensile alla rendita futura

L'avere di vecchiaia sul conto individuale non è una somma liquidabile a piacere: al pensionamento si converte in una rendita vitalizia tramite l'aliquota di conversione. L'aliquota LPP è fissata per legge e sulla parte obbligatoria non può scendere sotto il 6,8%.

La rendita annua di vecchiaia corrisponde al 6,80% dell'avere di vecchiaia risparmiato. A parità di avere, un'aliquota più bassa dà una rendita più bassa.

Controllare le trattenute e recuperare i documenti utili

Per controllare le trattenute, confrontare la busta paga con le attestazioni della cassa pensione e i documenti fiscali. Le banche rendono disponibili i documenti per la dichiarazione d'imposta nei portali di e-banking e nelle app. In UBS, per esempio, si apre l'app Mobile Banking, si va nel profilo, si seleziona «Documenti bancari» e si trova la cartella «Reporting fiscale», con i certificati per la dichiarazione.

Per la clientela PostFinance con e-finance l'estratto fiscale elettronico è gratuito e i dati rilevanti si possono importare nel software della dichiarazione fiscale dell'amministrazione cantonale delle contribuzioni. PostFinance, per esempio, mette a disposizione i documenti fiscali 2025 per conti privati e di risparmio nel centro documenti dal 2 gennaio 2026; chi non usa e-finance li riceve per posta entro il 16 gennaio 2026. Gli attestati fiscali per i conti di previdenza 3a sono disponibili da metà gennaio 2026, quelli per ipoteche dal 15 gennaio 2026, mentre i documenti per prodotti d'investimento e fondi self-service arrivano a fine febbraio 2026.

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