Stipendi e salari
Differenze salariali tra cantoni e settori: come leggere le statistiche
Ogni confronto salariale in Svizzera parte dalla rilevazione svizzera della struttura dei salari dell'Ufficio federale di statistica (UST); i primi risultati per il 2024 sono del 25 novembre 2025.
Prima di confrontare: cosa misurano davvero le statistiche salariali
Ogni confronto salariale in Svizzera parte dalla rilevazione svizzera della struttura dei salari dell'Ufficio federale di statistica (UST); i primi risultati per il 2024 sono del 25 novembre 2025. Il valore di riferimento è il salario mediano: CHF 7'024 lordi al mese per un tempo pieno (100%), settore privato e pubblico insieme. La mediana divide la distribuzione in due metà: metà dei dipendenti guadagna meno, metà più. La media invece risente dei pochi stipendi molto elevati, che la spingono verso l'alto; può quindi superare ciò che percepisce la maggior parte dei dipendenti. Per descrivere il dipendente tipico, la mediana è più rappresentativa della media.
Prima di usare una cifra in una trattativa o in un'analisi, servono tre precisazioni. Primo: il valore UST è un equivalente a tempo pieno, rapportato a un impiego al 100% per confrontare chi lavora un numero diverso di ore; il salario effettivo di un impiego al 60% non è quindi direttamente confrontabile con la mediana. Secondo: lordo e netto non coincidono. Dal lordo si deducono i contributi sociali (AVS/AI/IP, assicurazione contro la disoccupazione, previdenza professionale, assicurazione contro gli infortuni) e le imposte, che pesano in modo diverso secondo il cantone e la situazione familiare; secondo una sintesi divulgativa basata sulla stessa rilevazione UST, al dipendente resterebbe circa l'80-82% del salario lordo. Terzo: i bonus. Nel 2024 quasi un dipendente su tre (32,6%) ne ha ricevuti, per un valore medio annuo di CHF 11'967. Se un confronto tra rami o funzioni include o esclude le componenti variabili, la classifica può cambiare: occorre sempre chiedersi se la cifra citata comprende solo il salario di base o anche la parte variabile.
Il quadro nazionale: salario mediano, dispersione e bonus
Nel 2024 il salario mediano per un posto a tempo pieno era di CHF 7'024 franchi lordi al mese, in aumento rispetto ai CHF 6'788 del 2022. La dispersione è ampia: il 10% dei dipendenti meno remunerati ha guadagnato meno di CHF 4'635 al mese, il 10% meglio pagato più di CHF 12'526. Chi legge un confronto salariale deve quindi chiedersi in quale punto della distribuzione si colloca la cifra: un valore mediano, uno di ingresso, uno per profili senior o uno di vertice descrivono situazioni molto diverse.
Nel 2024 quasi un dipendente su tre (32,6%) ha ricevuto bonus, con un valore medio annuo di CHF 11'967. Sul lungo periodo la distribuzione è cambiata poco: tra il 2008 e il 2024 la piramide salariale è rimasta relativamente stabile e le distanze tra vertice e base non si sono sostanzialmente modificate. Nello stesso periodo il 10% pagato meno bene ha avuto l'aumento maggiore (+18,1%), il 10% pagato meglio +16,8%, mentre i salari della «classe media» sono cresciuti meno (+15,4%). Chi confronta un salario di oggi con uno del 2008 deve ricordare che sono variazioni nominali, non depurate dall'inflazione.
Settori: perché lo stesso profilo vale cifre diverse
I livelli di remunerazione variano nettamente per attività economica. Nel 2024 erano ben sopra il salario mediano di CHF 7'024 i rami a forte valore aggiunto: ricerca e sviluppo (CHF 9'139), industria farmaceutica (CHF 10'159), banche (CHF 10'723) e industria del tabacco (CHF 14'304). A metà classifica: metallurgia (CHF 6'279), costruzioni (CHF 6'616), trasporto aereo (CHF 7'134), commercio all'ingrosso (CHF 7'478) e industria meccanica (CHF 7'632). In basso: commercio al dettaglio (CHF 5'214), servizi di alloggio (CHF 4'715), ristorazione (CHF 4'744) e servizi personali (CHF 4'496).
Queste differenze non misurano la produttività del singolo dipendente, ma la composizione dei posti di lavoro in ciascun ramo. Un ramo con molti profili altamente qualificati, funzioni dirigenziali e margini elevati per addetto ha una mediana alta anche se al suo interno esistono salari bassi; un ramo con molte posizioni a orario ridotto, stagionali o poco qualificate ha una mediana bassa anche se al suo interno esistono funzioni ben pagate. I dati UST mostrano il peso della qualifica: chi ha un titolo universitario e lavora a tempo pieno ha guadagnato CHF 10'533 lordi al mese, chi è diplomato presso una scuola universitaria professionale CHF 9'288, chi ha un attestato federale di capacità (AFC) CHF 6'390; a parità di formazione, è poi la posizione gerarchica a determinare la retribuzione. Prima di concludere che un ramo «paga male», occorre chiedersi quali funzioni, livelli di formazione, orari e quota di bonus contiene la cifra confrontata.
Cantoni: differenze nominali ed effetto composizione
I primi risultati UST del 2024 non dettagliano i valori per cantone. Una sintesi divulgativa basata sulla stessa rilevazione indica i salari mediani lordi mensili più alti a Zugo (CHF 7'500), Zurigo (CHF 7'400), Basilea Città (CHF 7'300) e Ginevra (CHF 7'250); Vaud (CHF 6'950) e Berna (CHF 6'850) sono attorno o poco sopra la mediana svizzera, mentre Ticino, Giura e Vallese figurano tra i valori più bassi. Sono cifre arrotondate, non valori ufficiali puntuali: per una decisione salariale conviene risalire alla pubblicazione UST o alle statistiche cantonali.
Il cantone, però, non è una variabile esplicativa autonoma: contiene settori, grandi città, dimensioni aziendali e costo della vita. Basilea Città ha valori alti anche perché ospita una forte industria farmaceutica; un cantone periferico con prevalenza di commercio al dettaglio, alloggio e ristorazione ha mediane più basse. Inoltre il cantone di lavoro non coincide sempre con quello di residenza: chi lavora in una piazza ad alto salario nominale può abitare dove affitti e premi delle casse malati sono inferiori, e viceversa. Una classifica cantonale dei salari nominali non è quindi una classifica del tenore di vita dei residenti.
Dal lordo al potere d'acquisto: salari nominali, reali e prezzi locali
L'UST distingue salari nominali e reali: i secondi sono i primi depurati dall'inflazione. Nel 2024 i salari nominali sono cresciuti in media dell'1,8%, l'inflazione è stata dell'1,1% (trainata soprattutto dagli affitti e dai costi dell'elettricità) e i salari reali sono aumentati dello 0,7%, dopo tre anni consecutivi di calo (2023: -0,4%; 2022: -1,9%; 2021: -0,8%). Nel 2025 l'indice svizzero dei salari nominali è salito in media dell'1,8% rispetto all'anno precedente, a 106,1 punti (base 2020 = 100); con un'inflazione annua media del +0,2%, i salari reali sono cresciuti dell'1,6%, a 99,2 punti (base 2020 = 100). Lo stesso aumento nominale produce quindi risultati reali molto diversi secondo l'anno: confrontare cifre salariali di anni diversi senza correggere per l'inflazione porta a conclusioni sbagliate.
Il livello dei prezzi non è però uniforme sul territorio e non esiste un indice ufficiale dei prezzi a livello cantonale. La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori ha costruito un proprio indice basato sul prezzo medio dell'affitto di un appartamento, sull'affitto al metro quadrato e sui premi delle casse malati: secondo questo indice, i prezzi a Zurigo sono superiori di circa il 50% rispetto a quelli del Giura. Nel ramo principale della costruzione il salario mensile considerato nel Giura è inferiore di circa CHF 250 al mese rispetto a Zurigo, ma i dipendenti giurassiani percepiscono, in potere d'acquisto, un salario che a Zurigo corrisponderebbe a circa CHF 9'000. Due conseguenze pratiche: un salario nominale più basso può corrispondere a un potere d'acquisto maggiore; chi negozia in un cantone con salari nominali bassi può argomentare con il livello locale dei prezzi, purché lo faccia con un indice dichiarato e non ufficiale come quello citato.
Come cambiano nel tempo: aumenti per ramo, cantone e genere
Nel 2025 i salari nominali del terziario sono aumentati in media dell'1,9% e quelli del secondario dell'1,5% (2024: +1,5%; 2023: +2,1%). Nel secondario le attività manifatturiere nel complesso hanno registrato +1,7% e le costruzioni +1,3%, con variazioni per ramo tra +0,7% e +3,1%: la crescita più alta è andata alla fabbricazione di coke e raffinazione, industria chimica e farmaceutica (+3,1%), seguita dalla fabbricazione di prodotti in metallo (+2,4%) e di computer, prodotti di elettronica, ottica, orologi e apparecchi elettrici (+2,3%), mentre la fabbricazione di macchinari, apparecchiature e mezzi di trasporto si è fermata a +0,7%. Nel terziario gli aumenti sono variati tra +0,4% e +3,3%, con i valori più alti nell'amministrazione pubblica (+3,3%) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,6%); aumenti vicini alla media nei servizi di alloggio e ristorazione e nei trasporti e servizi di corriere (+1,7%) e nel commercio (+1,5%). Nei principali contratti collettivi di lavoro, che coprono oltre 595'422 dipendenti, gli aumenti effettivi negoziati per il 2025 sono stati dello 0,9%: la differenza rispetto all'aumento medio complessivo segnala che buona parte della crescita salariale avviene fuori dai CCL, per esempio con progressioni individuali o cambi di impiego.
Il 2024 mostra la stessa variabilità: nel settore industriale i salari nominali sono cresciuti dell'1,5%, con incrementi per ramo tra +0,8% e +4,9%; le punte sono state nelle industrie della gomma, della plastica e dei prodotti minerali non metalliferi (+4,9%) e in altre attività manifatturiere, riparazione, manutenzione e installazione (+3,4%). Nei servizi (+1,9% di media) hanno superato la media sanità e assistenza medica e sociale (+3,0%), servizi postali e attività di corriere (+3,0%), assicurazioni e pubblica amministrazione (+2,5% ciascuna); sono rimasti stabili editoria, distribuzione di contenuti, telecomunicazioni e attività informatiche (+0,4%), mentre è calata la sezione delle attività amministrative e dei servizi di supporto (-0,4%). Nello stesso anno i salari nominali delle donne sono aumentati in media del 2,6% e quelli degli uomini dell'1,2%: un divario di crescita che, se prosegue, riduce progressivamente le differenze salariali tra i due gruppi.
Sul lungo periodo la geografia della crescita è diversa da quella dei livelli. Secondo l'analisi della Società Svizzera degli Impresari-Costruttori, dal 2004 i salari sono cresciuti di più in Vallese (+24%), poi Lucerna (+23%) e Zugo e Ticino (+22% ciascuno), mentre Ginevra chiude la classifica con +16%; a seconda del cantone e della professione gli aumenti vanno dal 16% al 35%, con i capi muratori in testa in Ticino (+35%) e in Vallese (+29%). I cantoni molto piccoli sono stati esclusi dall'analisi per il numero ridotto di casi; si tratta di variazioni percentuali: un cantone partito da livelli bassi può mostrare una crescita percentuale elevata restando, in franchi, sotto cantoni con livelli iniziali più alti.
Checklist per leggere un confronto salariale senza conclusioni affrettate
Fonte e anno. Verificare che la cifra provenga dalla rilevazione svizzera della struttura dei salari dell'UST o da una statistica cantonale dichiarata, e indicarne l'anno di riferimento. La rilevazione è biennale e i primi risultati per il 2024 sono stati pubblicati il 25 novembre 2025; un valore 2022 (CHF 6'788) e uno 2024 (CHF 7'024) non sono intercambiabili senza nota metodologica.
Misura e perimetro. Controllare se il dato è una mediana o una media, se è un equivalente a tempo pieno e se è lordo o netto. Se il confronto riguarda impieghi a orario ridotto, la conversione all'equivalente 100% è indispensabile per non attribuire alla retribuzione oraria una differenza che dipende dal numero di ore.
Composizione. Separare sempre settore e cantone e chiedersi quale mix di rami, funzioni, livelli di formazione e classi di età sta dietro a ciascun valore. Le differenze tra un cantone «alto» e uno «basso» riflettono in larga misura la struttura produttiva locale: farmaceutica, banche e ricerca spingono le mediane verso l'alto; commercio al dettaglio, alloggio, ristorazione e servizi personali le tengono basse. Lo stesso vale per la formazione: CHF 10'533 con un titolo universitario, CHF 9'288 con una scuola universitaria professionale e CHF 6'390 con un AFC descrivono percorsi diversi, non lo stesso profilo pagato diversamente.
Variabili e prezzo reale. Verificare se la cifra comprende i bonus: nel 2024 il 32,6% dei dipendenti ne ha ricevuti, per una media annua di CHF 11'967, e la loro presenza o assenza può cambiare l'ordine di una classifica. Passare poi dal nominale al reale applicando l'inflazione dell'anno considerato — +1,1% nel 2024 e +0,2% nel 2025 — e, per i confronti tra regioni, tenere conto dei prezzi locali (affitti, premi delle casse malati), sapendo che un indice ufficiale dei prezzi per cantone non esiste.
Interpretazione. Un divario statistico tra due gruppi o regioni non prova di per sé una discriminazione né uno svantaggio individuale: può derivare dalla composizione dei posti di lavoro, dalle ore lavorate, dall'anzianità, dalle qualifiche e dalla presenza di componenti variabili. Distinguere il reddito di una persona dalla mediana di un collettivo evita di leggere una differenza di struttura come un torto subito.
